Appunti turistici su Tropea - Residenza Donna Giovanna Tropea

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Tropea, cenni di storia




Il territorio tropeano è poco esteso, infatti con 3,59 km² si trova al 7805º posto in Italia per superficie (mentre è al 195º per densità di popolazione)

La sua morfologia è particolare, si divide infatti in due parti: la parte superiore, dove si trova la maggior parte della popolazione e dove si svolge la vita quotidiana del paese, e una parte inferiore (chiamata "Marina"), che si trova a ridosso del mare e del porto di Tropea. Tra le altre zone periferiche vi sono località "Carmine" e località "Campo" (diviso a sua volta in "Campo di sopra", che è prevalentemente occupato da orti e campagne, con qualche zona residenziale, e "Campo di Sotto", dove hanno sede la locale caserma del Comando dei Carabinieri, l'Ospedale Civile.

La città, nella parte superiore, si presenta costruita su una roccia a picco sul mare ad un'altezza sul livello del mare che varia tra circa 50 metri nel punto più basso e 61 metri nel punto più alto. L'abitato storico era un tempo cinto di mura e incastellato su di un lato e vi si poteva accedere solo attraverso delle porte provviste di sistemi di difesa.

La leggenda vuole che il fondatore sia stato Ercole quando, di ritorno dalle Colonne d'Ercole (Spagna), si fermò sulle coste del Sud Italia. Nelle zone limitrofe sono state rinvenute tombe di origine magno-greca.

La storia di Tropea inizia in epoca romana, quando lungo la costa Sesto Pompeo sconfisse Cesare Ottaviano:  a sud di Tropea i romani avevano costruito un porto commerciale, vicino  l'attuale Santa Domenica, a Formicoli (toponimo derivato da una  corruzione di Foro di Ercole), di cui parlano Plinio e Strabone.


Luoghi d'interesse
Residenza Donna Giovanna Tropea VV Calabria
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Santuario di S. Maria dell'Isola di Tropea
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Simbolo della città è il santuario di Santa Maria dell'Isola, che sorge su un promontorio di fronte alla cittadina.
Si racconta che la statua della Madonna sia stata scaricata al porto da una nave che solo liberandosene ha potuto proseguire il suo viaggio. Fu poi trasportata sullo scoglio dell'isola e deposta all'inizio della scala sulla pietra viva che i visitatori baciavano e su di essa si distendevano con devozione ed erano liberati da dolori in particolare al ventre. Si decise allora di custodirla in una vicina grotta e, poichè la statua era più alta dell'incavatura, di segare la parte inferiore. Si ruppero così le prime tre seghe. Poi il falegname rimase mutilo delle braccia. Il vescovo e il sindaco che avevano preso tale decisione trovarono ambedue morte improvvisa. Questa volta la statua della Madonna insieme a quelle di San Giuseppe e del Bambinello furono trasportate sulla sommità dello scoglio fino all'altare maggiore dell'antica chiesa benedettina e quindi non soggetta alla visita vescovile. Vi si fa festa il 15 agosto e l'8 settembre.



Concattedrale di Maria Santissima di Romania
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La cattedrale di Maria Santissima di Romania venne edificata intorno al XII secolo ad opera dei Normanni. Oggi è concattedrale della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea.
A sviluppo longitudinale, a tre navate in stile normanno, la struttura venne interamente costruita in conci di tufo giallino e pietra lavica. Durante il Seicento, l'edificio fu trasformato in stile barocco  e allungato di 12 metri. Subì molti danni a causa dei molteplici  terremoti ed ebbe numerosi restauri. L'interno ospita l'icona della SS.  Patrona della città, la Vergine di Romania, opera di un allievo di Giotto  databile attorno al 1230 e di provenienza orientale. Particolare  attenzione merita il maestoso Crocifisso Nero, proveniente probabilmente  dalla Francia e databile non prima del 1600.


Chiesa del Gesù
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Due nobili patrizi Tropeani, Marcello e Claudio Tavulli, nel 1599 lasciarono tutti i loro beni ai PP. Gesuiti di Napoli con la condizione di aprire un Collegio nella loro patria. L'esecuzione del testamento veniva affidata al Vescovo Mons. Tommaso Calvi, degnissimo pastore di Nicotera e Tropea, che invitò il P. Orazio Sabbatini, rettore del collegio dei Gesuiti a Catanzaro, a venire nella sua diocesi. Dopo poco partì una delegazione di notabili cittadini per Napoli. Il P. Provinciale accettò e subito inviò i primi due Padri. Ospiti di una famiglia, presero la Rettoria di una piccola Chiesa, dedicata a Santa Domenica. Il bene che essi operavano diede subito buoni frutti: aumentò la frequenza dei sacramenti, l'amore alla Madonna, eressero un conservatorio per le pentite. Dopo qualche anno iniziarono i lavori della Chiesa. Scelsero un luogo tra i più belli di Tropea.

Convento Frati Minori La Sanita'
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La chiesa ed il convento furono costruiti per i padri cappuccini grazie alla generosità di un  gruppo di nobili signori di Tropea che, con generosa larghezza,  fornirono i mezzi finanziari. Tra tutti si distinse il barone Antonello  Galluppi che da solo elargì la somma di 1000 monete d’oro. L’inizio dei  lavori è databile al 1598. Il convento abbandonato dai cappuccini fu,  per un certo tempo, ospedale. Negli ultimi decenni del secolo scorso fu  rimesso in sesto dai frati minori francescani. Lavori di ampliamento  sono stati realizzati negli ultimi anni. La chiesa conserva al suo interno alcune tele. Tra  esse emerge la raffaellesca Madonna della Sanità del napoletano Giovanni Angelo  D’amato (1576-1615). La tela è posta in un monumentale altare in legno scolpito,  opera di gusto cappuccinesco realizzata nel secondo decennio del 1700.

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IL Sedile   Portercole
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Sulla maggiore piazza della nostra città si alza un piccolo ma ben decorato fabbricato che comunemente vien detto il Seggio o il Sedile. La sua costruzione risale ai primi anni del 1700. Subì dei restauri nel 1773 e per ultimo anche nel 1892.  Il 5 giugno 1703 l'assemblea di tutti i cittadini, detta Sedile Magnum, riunitasi, deliberò, per non trattarsi più nelle Chiese gli affari amministrativi della città, la costruzione di un fabbricato proprio che avesse preso il titolo di Portercole. A 15 agosto 1703 per atto di notar Antonino Scrugli, in esecuzione delle Previsioni del R. Coll. Consiglio del 31 luglio precedente che approvava il deliberato del 5 giugno, si prese possesso della Casa della Bagliva e del piano della fontana adiacente e si dette mano alla costruzione del nuovo fabbricato. Ora però quel fabbricato, che fu un tempo minacciato di distruzione per un maggior allargamento della piazza, è stato da un lato decorato con marmi e bronzi, e nella facciata principale arricchito e trasformato sì da renderlo un luogo ben degno della civiltà e nobiltà della patria nostra.

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Casa Museo Don Mottola
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Don Francesco Mottola nasce a Tropea il 3 Gennaio 1901; l’ambiente familiare, specialmente la madre, influiscono sulla formazione umana e spirituale del giovane Francesco; le preghiere recitate in comune, le visite al Sacramento dell’Eucaristia, la devozione verso la Vergine di Romania sono i segni di una vita familiare vissuta nella più profonda fiducia nella Provvidenza Divina. Da bambino era molto vivace ed esuberante, ancora alunno di quarta elementare entra nel piccolo seminario di Tropea. Ebbe presto fama di sacerdote santo e dotto, fu uomo dinamico e pieno di iniziative anche a livello socio-culturale, per un recupero dei valori culturali fonda il "Seminario di cultura" e nel 1933 "Parva Favilla", ma sera del 27 Maggio 1942, mentre cenava, viene colto da una forma grave di paralisi che gli impediva l’uso della parola, questo calvario si doveva protrarre per circa 27 anni fino alla morte.


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